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Un tornado di profumi, persone, colori, sapori ed emozioni.

Dal caos delle città alla quiete delle risaie, dai fiumi impetuosi alle vette più alte del mondo, uno strabiliante percorso alla scoperta di un paese fino ad oggi solo immaginato.

Qualche giorno esplorando la valle di kathmandu e le sue bellezze, è stato un morbido atterraggio in questa fetta di oriente ancora sconosciuta. La massima espressione del caos organizzato dove il Tutto sembra non avere senso ma ogni singola cosa ha il suo preciso perché e vi invitiamo a scoprirlo da soli.. Templi a pagoda, monaci buddhisti, ruote di preghiera.. cani mucche sacre e scimmie, tutte queste immagini si susseguono ancora oggi nella nostra mente senza sentire la necessità di metterle in un qualche ordine.

In un balzo dalla confusione delle città al silenzio delle montagne, anzi, delle colline, si perché qui i 3.000 metri sono ancora collina e la giungla la fa da padrone.

Camminiamo inconsciamente osservati dalle maestose montagne (Annapurna, Dhaulagiri, Machapucchre..) che ci rivelano la loro presenza per qualche istante quando uno squarcio di cielo blu si apre tra le nubi; in Agosto Loro sono un po’ timide e si nascondono dietro un velo di nuvole, nuvole che spesso nel pomeriggio si trasformano in abbondanti scrosci di pioggia, per poi mostrarsi in tutto il loro splendore all’alba dell’indomani.

Ci siamo sentiti protetti e accompagnati dalla presenza competente e mai invadente delle nostre guide che ci hanno lasciato assaporare ogni boccone del nostro viaggio in piena autonomia. Questa interazione guidata ma non filtrata con le persone e la natura ci ha permesso di vivere un’esperienza unica ed emozionante.

Buon viaggio!

Alessandra, Simone, Leonardo.




Da  Kathmandu a Annapurna Base Camp e . . .  anche ritorno

Un viaggio in Nepal che ha unito tanta cultura, tanta avventura ma anche tanta fatica.

E’ il 3 di agosto 2011 quando io e Silvia ci imbarchiamo a Malpensa con destinazione Kathmandu.

Viaggio in aereo piacevole, ma ancora più piacevole quando sbarchiamo, usciamo dall’aeroporto e troviamo il nostro “capo” Gajendra ad attenderci con una ghirlanda di fiori.

Namaste. . . Si comincia bene!!!!!

Gas (soprannome di Gajendra), che fino al quel momento Silvia aveva conosciuto solo tramite email, si rivela subito per quello che è: simpatico, gentile, disponibile e soprattutto bravo a fare il suo lavoro di organizzatore di tour.

Non abbiamo un attimo da perdere: via subito in Hotel passando per Tamel il quartiere dei negozi, tanti negozi, che vendono abbigliamento e attrezzatura da montagna. Che caos!! Eravamo preparate, ma così tante moto, auto e persone a piedi ci lasciano veramente sbalordite.. Arriviamo all’ hotel LAI LAI. Le persone qui sono simpatiche e molto accoglienti, conosciamo Rupak  la nostra guida nonchè  nostro angelo custode per ben 19 giorni.

Il tour inizia il giorno successivo di buon ora con la visita Budhanilkantha, luogo di preghiera dove si respira un’atmosfera di pace, proseguiamo per Bouddha, a visitare lo Stupa più importante e grande di tutto il Nepal, per arrivare in un luogo che per noi occidentali e carico di suggestione: Pashupati, lì i morti vengono cremati ad ogni ora del giorno e della notte. Assistiamo ad una cerimonia funebre, ma l’impatto è troppo forte per oltrepassare il ponte ed avvicinarci ancora di più.

Bravissimo Rupak a raccontarci di tutto e di più su questi luoghi, sulla loro storia, sulle loro tradizioni.

In un attimo arriva sera, a Kathmandu alle 19 é già buio, ma non serve il buio per capire che devi andare a dormire, gli occhi si chiudo da soli per la stanchezza.

Secondo giorno:  Mt. Flight, si vola sull’Everest!!!. Siamo graziate dal tempo, che in agosto è molto piovoso, e riusciamo a vedere la cima dell’Everest con a fianco il Lhotse. Spettacolo!!!!!!!!

La giornata prosegue con la visita a Patan, (città antica e molto bella) Bungamati e Khokana e ti ritrovi come catapultata in un altro mondo, completamente diverso da quello che trovi a Kathmandu.

Terzo giorno: si parte per il trekking. Viaggio  da Kathmandu a Pokhara, in macchina per fortuna, sempre con Rupak che ci racconta un sacco di cose. Strada molto trafficata (tanto per cambiare) da camion pittoreschi, macchine, moto e bus sovraccarichi di persone. Arrivati a Pokhara andiamo a vedere il lago. Bello ma, . . . strano mi sembra di essere a Como !!!!

Pokhara, nonostante sia una grande città, è un po’ meno caotica di Kathmandu e forse un po’ più “elegante”. Si sta bene a girare nelle sue strade, soprattutto se, come è successo a noi, capita un giorno di sciopero della circolazione di auto e bus !!!!!!

E’ arrivato il giorno X: inizia il trekking.  Obbiettivo ANNAPURNA BASE CAMP. Mt. 4.130 in 7 giorni di cammino. Conosciamo il nostro porter che soprannominiamo “primo ministro” perché il suo nome e uguale a quello di un ex primo ministro Nepalese.

Si parte: Rupak la nostra guida, Primo Ministro il porter e due donzelle al seguito. Sentieri belli, larghi e ben tenuti che diventano mulattiere piastrellate in prossimità dei villaggi che si incontrano sul percorso; villaggi dove le persone vivono tranquillamente, coltivando in prevalenza riso su questi terrazzamenti spettacolari colorati di un verde quasi irreale.

Si dorme nei Lodge (l’equivalente dei nostri rifugi di montagna) che sono un po’ spartani, ma tutto sommato accoglienti, qualcuno dispone anche di acqua calda. Il cibo è buono e trovi di tutto, dal daalbhaat (cibo tipico Nepalese a base di riso, lenticchie, verdure e pollo) fino agli spaghetti cucinati ottimamente; birra a volontà, pepsi, fanta e lemonsoda Nepali Style.

In agosto in Nepal è la stagione delle piogge; eravamo preparate, ma non abbastanza. Già al primo giorno di trekking io volevo tornare indietro, ma c’era un obbiettivo da raggiungere: l’ABC. Ho fatto bene a non rinunciare.!

Qui trovi un ambiente di montagna un po’ diverso dal nostro, ma decisamente affascinante. Ci sono villaggi a 2000 mt.  dove coltivano di tutto, rose comprese. In effetti l’altitudine non è percepita come da noi.

Il fiato non manca, le gambe ci sono, le sanguisughe anche (diventano compagne di viaggio, magari non gradite, ma alla fine non ci fai più caso), puoi anche non dormire di notte e voler strozzare la tua compagna di viaggio che invece russa, e in men che non si dica arrivi all’ultima tappa in salita: DEURALI – ABC

Ci alziamo all’alba e meraviglia delle meraviglie . . . sta uscendo il sole.

L’emozione è grande ci aspetta il Campo Base. Lasciamo la foresta alle spalle; il sole ti cambia l’esistenza e dopo 2 ore di cammino in un ambiente di montagna che inizia ad essere più famigliare, ecco apparire in lontananza l’ambita meta. Sembra vicina, in realtà ci aspetta ancora 1 ora di cammino e nel frattempo stanno arrivando le nuvole. Accidenti non ci voleva!

E’ vero l’Annapurna alla sosta del MBC l’abbiamo vista e anche il Machapuchare, montagna che per i Nepalesi è sacra e non scalabile. Rupak ed il Ministro sono estasiati da questa visione e noi . . .  noi anche!!

Il cartello ANNAPURNA BASE CAMP è lì davanti ai nostri occhi. Siamo arrivati. Ce l’abbiamo fatta!!! E quando meno te lo aspetti le nuvole iniziano a spostarsi e hai davanti agli occhi uno spettacolo indescrivibile: l’Annapurna appare in tutta la sua maestosità. Bellissima e grandissima.

Grande spettacolo e immensa emozione. Ne valeva veramente la pena!!!!!!

Dopo altri 2 giorni di cammino raggiungiamo GAS a Ghandruk, villaggio dove i percorsi di due diversi trekking si incrociano. L’ultimo giorno camminiamo belli rilassati e in buona compagnia

fino a Birethanti. Trekking finito. Si torna in città. Salutiamo a malincuore il “Primo Ministro”.

Ci aspetta ancora molto da visitare con Rupak nella valle di Kathmandu: Dakshinkali, Pharping, Chobhar, Bhaktapur, Nagarot, Changunarayan, riusciamo anche a visitare un istituto dove le persone non vedenti imparano a usare il pc.

Ma una bella sorpresa ci aspetta a  Kirtipur: siamo ospiti a casa di Rupak, mangiamo il daalbhaat, ottimamente cucinato da sua moglie e conosciamo il suo bimbo Roberto.

Il giorno della partenza si avvicina, siamo stanche, ma soddisfatte. Tutto e andato liscio grazie anche alla perfetta organizzazione di GAS e di tutto il suo Staff. Ci siamo divertite molto.

Ora a casa rimangono i ricordi di una vacanza che resterà indimenticabile.

Grazie grande capo GAS, grazie Rupak e grazie allo staff del LAI LAI.

Emanuela e Silvia